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Politica commerciale

Di principio siamo contrari al boicottaggio di Paesi caratterizzati da situazioni difficili dal profilo dei diritti umani poiché nella maggior parte dei casi i boicottaggi internazionali colpiscono soltanto la popolazione innocente che rimane disoccupata. Questa misura contribuisce rarissimamente a migliorare la situazione dei diritti umani in un Paese. Vogliamo anzi avere un'influenza sui nostri fornitori e richiedere giuste condizioni di lavoro e standard sociali. Uno standard sociale importante in questo contesto è il Amfori BSCI. Lasciamo però ai nostri clienti la possibilità di scegliere. Grazie a una corretta dichiarazione della provenienza dei prodotti, possono compiere questa scelta di persona. Teniamo comunque a sottolineare che la Migros rispetta ovviamente le sanzioni internazionali in sintonia con la politica estera ufficiale della Svizzera.

Dichiarazione di provenienza:

Con la dichiarazione sistematica di provenienza dei prodotti forniamo però alle clienti e ai clienti gli strumenti necessari per poter scegliere in piena autonomia. Inoltre, collaboriamo con diverse organizzazioni che si impegnano a livello mondiale per i diritti dell’uomo e prodotti socialmente compatibili.

Da giugno 2012 la Migros, leader nel commercio al dettaglio in Svizzera, si è alleata con digitec.ch, shop online leader nel settore informatico, dell’elettronica ricreativa e delle telecomunicazioni. Con una partecipazione del 70%, dal 1° aprile 2015 la Migros è azionista di maggioranza della società Galaxus Schweiz AG, proprietaria degli shop online digitec.ch e galaxus.ch.

L'acquisizione della Tegut Gutberlet Stiftung & Co. KG è avvenuta da parte di Migros Zurigo con effetto dal 1° gennaio 2013. Tegut è un'azienda rinomata in Germania con sede a Fulda (land federale dell'Assia), gestisce all'incirca 290 mercati di generi alimentari e conta 5'000 collaboratori. Con questa operazione, la cooperativa Zurigo può rafforzare il proprio core business e concretizzare interessanti opportunità di crescita. In linea con il motto „Migros resta Migros – Tegut resta Tegut“, la crescita di Tegut dovrà compiersi in Germania. Con Migros Zurigo e Tegut si sono trovate due aziende che hanno posizioni molto vicine per quanto concerne l'atteggiamento fondamentale e la visione di ecologia, economia, sostenibilità e società.

Oltre alle tradizionali bottiglie PET per bevande e alle bottiglie PE del latte, dalla fine del 2013 i clienti della Migros possono smaltire nelle filiali anche i flaconi di plastica utilizzati in ambito domestico per prodotti quali shampoo, detersivi e prodotti per la pulizia. La nuova raccolta dei flaconi di plastica è limitata alle bottiglie! Bicchieri, ciotole e altri imballaggi rigidi sono spesso realizzati con materiali composti, che contaminerebbero la raccolta delle bottiglie di plastica. In caso di contaminazione eccessiva, il materiale raccolto non potrebbe essere riutilizzato come materiale riciclato. La raccolta delle bottiglie PET per bevande rimarrà separata.

Alcol nei generi alimentari:
Nell’assortimento di Migros, già ai tempi di Gottlieb Duttweiler, si potevano trovare generi alimentari contenenti alcol come le torte al kirsch o le praline. Questa pratica, tuttavia, poteva e può tuttora considerarsi corretta visto e considerato che nel contratto con le cooperative è sancito il principio fondamentale per Migros di non vendere bevande alcoliche.

Gottlieb Duttweiler, in sostanza, voleva assicurarsi che non sarebbero stati proprio i suoi principi commerciali di «prezzi convenienti grazie a margini contenuti» a dare impulso a fenomeni quali la dipendenza della popolazione dall’alcol. Lui stesso, però, fumava volentieri un sigaro e ogni tanto sorseggiava un bicchiere di vino.

L’alcol, nell’industria alimentare, viene utilizzato come supporto dell’aroma. Le quantità di alcol presenti in praline, cioccolate o torte sono però ridotte: un boccalino di birra (3 dl), per esempio, contiene cinque volte più alcol di 100 g di truffe al liquore. Il prezzo delle praline contenenti alcol, inoltre, è di gran lunga superiore rispetto alle bevande alcoliche: la quantità di alcol contenuta in 100 grammi di truffe costerebbe 30 volte meno sotto forma di birra!

Fatte queste considerazioni, Migros già in una fase precoce della sua storia appurò dunque che i prodotti di questo tipo non avrebbero potuto rappresentare un serio pericolo. E, di conseguenza, il divieto di vendita venne limitato esplicitamente alle bevande alcoliche.

Bevande alcoliche:
Migros, oggi come ieri, nei suoi negozi non vende né alcol né tabacco. Questa rinuncia, che vuole segnare una continuità con i principi di Gottlieb Duttweiler, è tuttora rispettata e lo sarà anche in futuro. Una delibera dell’Assemblea dei delegati della Federazione delle cooperative Migros, seguita a un dibattito attento e approfondito, ha però autorizzato la vendita di bevande alcoliche nei golf club gestiti da Migros e in singole strutture per il tempo libero. La delibera è stata sostenuta dalla maggioranza.

Per quanto riguarda gli shop nelle stazioni di servizio Migrol, occorre invece precisare che non si tratta di filiali Migros. I gestori degli shop sono partner della cooperativa Migrol, un'azienda autonoma che fa parte della Comunità Migros. I gestori, in quanto partner, sono legati a Migrol da contratti diversi. In alcuni casi praticano forme di franchising che, accanto ai prodotti Migros, prevedono anche la possibilità per il gestore di definire personalmente una parte dell’assortimento. Questo regolamento, in sostanza, consente a Migrol di operare con redditività su un mercato aspramente conteso come quello petrolifero e di offrire, oggi come ieri, prezzi vantaggiosi per i carburanti a livello nazionale.

Analoga è la situazione per i dettaglianti con prodotti Migros: anch’essi offrono un assortimento Migros più o meno ampio, integrato da altri prodotti non Migros tra cui figurano bevande alcoliche e tabacchi.

Siamo un'azienda svizzera. Perciò tendiamo ad acquistare il maggior numero possibile di generi alimentari nel nostro Paese e, come seconda scelta, in Europa. I prodotti provenienti dai Paesi d'oltremare (come per esempio la Cina) si limitano a completare l'assortimento, soprattutto nel settore Non Food. Per ridurre al minimo l'inquinamento ambientale, questi prodotti arrivano solitamente in Europa via nave. Inoltre sono sempre più numerosi gli articoli sottoposti a un bilancio climatico. Quest'ultimo prende in considerazione tutti i gas serra per l'intero ciclo vitale dei prodotti: dalla produzione dei materiali al processo di fabbricazione fino allo smaltimento. Questi bilanci climatici vengono calcolati da esperti indipendenti e ci forniscono informazioni preziose. Per parecchi articoli Non Food emerge ad esempio che il fabbisogno energetico nel processo di produzione rappresenta la maggior fonte di inquinamento ambientale. Le emissioni di CO2 prodotte dai trasporti con moderne navi container risultano invece trascurabili nella maggior parte dei casi. Queste informazioni servono a noi e ai nostri fornitori per apportare ulteriori ottimizzazioni all'assortimento.

La Svizzera, in effetti, importa dall'estero circa il 40% di tutti i prodotti alimentari. I motivi sono molteplici. Da un lato è cambiata la filosofia dell'agricoltura elvetica che oggi non vuole più produrre quantitativi tali da garantire il totale autoapprovvigionamento del Paese. Dall'altro va anche detto che le condizioni climatiche e topografiche in Svizzera non sono così favorevoli. I cereali, per esempio, crescono anche nel nostro Paese, ma nella maggior parte dei casi con risultati non altrettanto soddisfacenti come all'estero. Inoltre non disponiamo di grandi spazi in grado di ospitare estese coltivazioni di cereali.

Queste importazioni alimentari comportano un vantaggio concreto per la Svizzera e l'economia nazionale elvetica: lasciamo infatti che a produrre determinati generi alimentari siano Paesi in grado di farlo in modo migliore, più efficiente e più economico. In compenso, noi ci concentriamo sulla produzione di altre derrate alimentari che nella maggior parte dei casi si collocano nella fascia di prezzo superiore (per esempio formaggio e carne). Quindi, a conti fatti, tutti i Paesi coinvolti hanno il proprio tornaconto.

Le importazioni di generi alimentari consentono alle consumatrici e ai consumatori di scegliere tra una varietà molto maggiore. Ma anche la sola disponibilità di certi prodotti è un grosso vantaggio per la clientela nostrana. Basti pensare ai cereali, per cui le importazioni alimentari forniscono una concreta garanzia di approvvigionamento. E, in determinati settori, i prodotti importati permettono addirittura di approfittare di prezzi più bassi. A questo proposito, però, bisogna dire che il mercato agricolo svizzero è ancora molto protetto. Su parecchie materie prime straniere vengono imposti dazi elevati che fanno lievitare i costi delle importazioni, accrescendo le chance di vendita delle costose materie prime elvetiche.

Nonostante i vantaggi apportati dalle importazioni alimentari, Migros punta moltissimo sull'agricoltura svizzera e i suoi prodotti. Non a caso assorbe intorno al 20% della produzione agricola nostrana. Gran parte di queste materie prime vengono poi trasformate nelle imprese industriali Migros in Svizzera. Ed è nostra intenzione mantenere questa situazione anche in futuro. Nei limiti del possibile, infatti, le nostre clienti e i nostri clienti devono poter decidere in prima persona se acquistare un prodotto proveniente dalla Svizzera o dall'estero.

Il processo di globalizzazione ha trasformato la Cina in un importante Paese di produzione. Il valore aggiunto creato dalla filiera produttiva, però, non si esaurisce in Cina. Nei Paesi europei, infatti, questi beni e prodotti apportano un contributo importante alle economie nazionali (logistica, lavorazione, commercializzazione, distribuzione, ecc.).

I siti produttivi europei sono ancora competitivi solo per determinati gruppi di articoli. L'obiettivo di Migros è, anche in questo caso, scegliere i fornitori migliori per le esigenze dell'azienda e quelle della clientela.

In gioco non vi è solo la qualità nel senso tradizionale del termine, ma anche la percezione di una responsabilità sociale. I nostri fornitori hanno infatti sottoscritto il Codice di comportamento BSCI, impegnandosi a rispettare determinati requisiti e ad accettare controlli indipendenti negli stabilimenti.

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